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Dalla nascita alla morte: attaccamento, trauma e mindfulness

dalla nascita alla morte: attaccamento, trauma e mindfulness

Già alla nostra nascita veniamo al mondo dotati di alcune predisposizioni atte alla nostra sopravvivenza e allo sviluppo del nostro corpo e del nostro sistema nervoso. Tali predisposizioni sono conosciute con il nome di “Sistemi Motivazionali Interpersonali” (SMI), sono in tutto cinque e risultano innati. In questa serata di meditazione vi parlerò di uno di questi – il sistema dell’Attaccamento e della sua importanza nel regolare la nostra qualità di vita dalla nascita fino alla nostra morte – di come alcune situazioni possono diventare traumatiche e di come la meditazione di consapevolezza “mindfulness” può aiutarci a migliorare il nostro stato di salute psico-fisica.

Cos’è l’attaccamento

Il sistema motivazionale dell’attaccamento è finalizzato all’ottenimento di aiuto e vicinanza protettiva da parte di un’altra persona individuata come idonea. Il neonato già a pochi secondi della sua nascita è predisposto a ricercare di sintonizzarsi a livello olfattivo, tattile, uditivo e visivo con la mamma e il papà (o qualunque caregiver). Il pianto è la sua richiesta di attenzione e cura ed è fondamentale per la sua sopravvivenza. Il sistema di attaccamento si attiva e assume il controllo di emozioni e comportamenti nelle situazioni di dolore, pericolo, percezione di vulnerabilità e solitudine. Quando è attivo regola una serie di emozioni tipicamente percepibili in sequenza: paura da separazione, collera da protesta, tristezza da perdita e, infine, il distacco emozionale.

Cos’è il Modello Operativo Interno – MOI

Il modo in cui alla nascita e per i primi mesi di vita i genitori si occupano del neonato genera un apprendimento da parte del neonato e di conseguenti aspettative su come può far conto dell’aiuto dei genitori o meno. Inizia così gradualmente a sviluppare un Modello Operativo Interno (MOI) di previsione su come funzionano le relazioni affettive, tale MOI tenderà a mantenersi stabile crescendo nell’infanzia, nell’adolescenza, fino all’età adulta. Se il bambino si è sentito amato, visto e riconosciuto nei suoi bisogni emotivi tenderà a sviluppare un attaccamento di tipo sicuro; in caso contrario può sviluppare varie forme di insicurezza nell’attaccamento, fino ad arrivare a una vera e propria disorganizzazione.

Cos’è un trauma relazionale (o trauma del cuore)

In generale un trauma relazionale riguarda l’interazione traumatica tra persone legate dal sistema dell’accudimento/attaccamento; quindi, bambino e figure genitoriali in età evolutiva o la relazione d’amore in età adulta. 

In generale un trauma relazionale può essere definito come uno o più eventi emotivamente travalicanti che non riescono a venir elaborati spontaneamente dalla persona che li ha vissuti – ciò può accadere ad esempio con un abuso fisico, verbale, un lutto o un abbandono, un tradimento – o da esperienze meno gravi ma ripetute costantemente nel tempo, in cui i bisogni di sicurezza relazionale di una persona non vengono soddisfatti, tra cui anche la trascuratezza emotiva nell’infanzia (neglect o trauma invisibile).

Alcune esperienze traumatiche della nostra vita le possiamo elaborare spontaneamente se abbiamo nell’immediato la possibilità di poterne parlare con qualcuno di importante per noi e possiamo così esprimere l’emozione correlata. L’esperienza traumatica non elaborata rimane altresì congelata nella mente di chi l’ha vissuta e tende a venir riesperita ogni volta che la persona si trovi in circostanze per qualche aspetto simili al trauma originario. A volte basta la stessa espressione del volto dell’interlocutore, sebbene sia una persona diversa o siano passati tanti anni, o lo stesso tono di voce, o qualunque altro dettaglio simile al trauma originario per riattivarlo nel presente.

Cosa accade dopo un trauma relazionale?

A livello corporeo tipicamente le persone con un trauma relazionale attivo (quasi ogni essere umano ha qualche trauma relazionale non ancora elaborato) hanno difficoltà a regolare e modulare i propri stati emotivi e le risposte somatiche di iper e/o ipoattivazione dell’arousal. Mostrano inoltre comportamenti di irritabilità ed esplosioni di rabbia, ipervigilanza, problemi di concentrazione, esagerate risposte di allarme, come pure una tendenza a comportamenti impulsivi e autolesivi.

A livello mentale l’orientamento spazio-temporale viene in qualche modo alterato. La persona rimane ‘congelata’ al momento del trauma e fa difficoltà a riconoscere quando le sue risposte emotive siano appropriate alle circostanze attuali e quando invece rappresentino una riattivazione disfunzionale dell’evento traumatico occorso in passato. Tutto ciò ha una ricaduta importante sul livello di autostima esperito.

A livello comportamentale tenderemo a distrarci il più possibileda quella che è stata l’esperienza traumatica, cercando di portare l’attenzione altrove, attingendo auna gamma di infiniti comportamenti consolatori in un precario e poco definito equilibrio tra normalità e patologia. Tutto ciò avviene per lo più in modo non consapevole. Ciò che non sappiamo è che questa qualità di una mente “non ferma”, in inglese “mind wandering”, se avviene senza alcuna consapevolezza e controllo, può divenire estremamente deleteria per il nostro equilibrio psico-fisico, può creare stress a livello mentale e fisico attraverso un maggior rilascio di cortisolo – l’ormone dello stress. Aumenta la predisposizione sia verso patologie psichiche come depressione, ansia, panico, dipendenze ecc. … sia verso patologie organiche come cardiopatie, disturbi gastro-intestinali, del sistema immunitario ecc. … inoltre può influire sulla riduzione delle prestazioni professionali e sportive.

Cosa fare a questo riguardo

Le pratiche di consapevolezza, come la psicoterapia, la mindfulness, lo yoga e altre, sono portatrici di un’idea abbastanza semplice, allenarsi a poter tollerare qualunque nostro stato mentale, anche al disagio e alla sofferenza. Alcuni studi indicano che già solo cinque minuti al giorno di un’attività meditativa permette una riduzione del rischio di malattia e aumenta le aspettative di vita. Chi ha fatto esperienza di questa qualità mentale la descrive come profondamente benefica e liberatoria.

La Terapia Cognitivo Comportamentale di ultima generazione – conosciuta anche come terza onda “Third Wave” – insieme alla pratica della Mindfulness sono ad oggi i percorsi maggiormente validati e riconosciuti scientificamente per la loro efficacia.

La “Mindfulness” è una meditazione di consapevolezza che consiste nel dirigere volontariamente la propria attenzione a ciò che accade nel proprio corpo, nella propria mente e intorno a sé, momento per momento, ascoltando più accuratamente possibile la propria esperienza, e osservandola per quello che è, senza valutarla, criticarla o cercare di distrarci. Il potere terapeutico e benefico di questo stato di presenza mentale è sempre più al centro dell’interesse scientifico e della ricerca in psicoterapia, medicina e in ambito neuroscientifico. Jon Kabat-Zinn, medico biologo, ha ideato e validato scientificamente un percorso chiamato MBSR – Mindfulness Based Stress Reduction – che si svolge in otto incontri da due ore e mezza l’uno più una giornata intensiva. Intraprendere un percorso di Mindfulness è un ottimo modo per iniziare a conoscere la nostra mente, per migliorare la nostra attenzione e la nostra capacità di gestione interna, ciò favorisce l’equilibrio mentale e corporeo, riduce lo stress e permette di gestire meglio situazioni difficili come i traumi psicologici o i contesti professionali e sportivi che richiedono performance di alto livello.

Dettagli dell’evento

DATA: martedì 16 luglio 2024

ORARIO: dalle 19:00 alle 23:00

LUOGO: B&B “La luna nel parco” a Falcineto, entroterra di Fano (PU)

DA RICORDARE: venire a digiuno e portare un tappetino

COSTO: 35€ a persona (buffet di chiusura incluso)

CONTATTI: Dr. Valerio Rubino tel.: 3395671769 – email.: dr.rubino.vr@gmail.com – sito internet: www.valeriorubino.com

Programma della serata

19:00: registrazione dei partecipanti

19:30: inizio pratica di meditazione mindfulness di centratura

19:40: presentazione del sistema motivazione dell’attaccamento

20:00: pratica a coppie sull’attivazione del sistema dell’attaccamento

20:20: pratica di meditazione mindfulness da distesi

20:30: momento di condivisione tra partecipanti

20:40: presentazione del trauma relazionale

21:00: tecnica immaginativa su una situazione relazionale difficile attuale

21:30: pratica di meditazione mindfulness da seduti

21:50: momento di condivisione tra partecipanti

22:00: presentazione MBSR / Mindful-Eating e pratiche formali e informali

22:10: pratica di meditazione mindfulness completa da seduti

22:30: momento di condivisione dei partecipanti

22:40: buffet finale

SE VUOI VEDERE UN BREVE VIDEO DI PRESENTAZIONE ALLA SERATA VAI AL LINK: https://youtu.be/FufuNaIYlkQ?si=xoUphhxGzUqSa-IR

“Non è importante a quale punto del percorso di consapevolezza siamo, l’importante è iniziare!”

N.B. TERMINE ULTIMO PER LE ISCRIZIONI DOMENICA 14 LUGLIO 2024!

Psicologo clinico e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale – Sessuologo Clinico FISS – Istruttore di Interventi Basati sulla Mindfulness AIM – Terapeuta EMDR di II livello e in Schema Therapy – Fondatore e Direttore Scientifico del Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale K23

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