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Pin Fabriano – Pesaro

Facciamo una foto? Si, ma solo con i filtri!

facciamo una foto si ma solo con i filtri

Connettendosi ai social, si vedono molto spesso influencer e utenti di qualsiasi età utilizzare filtri che modificano visibilmente connotati e tratti del viso e corpo. Una silhouette impeccabile, occhi che diventano grandi, cambiano colore e spariscono occhiaie per fare spazio ad un incarnato da bambola di ceramica. Modificando il viso e il corpo, i filtri mostrano una veste “migliore” (ma migliore per chi?): come saremmo senza il nostro naso a patata? Con le labbra più grandi? Con gli occhi da cerbiatto?

Quando ci guardiamo con queste maschere, anche se lottiamo contro noi stessi per non farlo, ci vediamo migliori di come siamo nella realtà e pensiamo a come potremmo essere se sparissero di colpo i nostri difetti (…o quelli che immaginiamo di avere!).

Utilizzo dei filtri nei social

Giorno dopo giorno iniziamo a provare un pizzico di vergogna nel mostrarci al naturale sui social. Ci abituiamo ad utilizzare i filtri e iniziamo a costruire un’immagine di noi falsata per gli altri e, soprattutto, per noi stessi. Quando poi dai social passiamo alla vita reale, ci guardiamo allo specchio ma non siamo soddisfatti di quello che vediamo, vorremmo mettere un filtro anche lì. Vorremmo che gli altri ci vedessero sempre con la nostra “maschera di bellezza”.

Si crea così una discrepanza tra la nostra immagine reale e quella virtuale.

Sotto l’innocente capacità dei filtri di farci sentire un po’ più sicuri di noi, farci divertire o regalarci un piccolo momento di vanità, si nascondono diverse insidie, soprattutto per chi sta costruendo o combatte ogni giorno con sé stesso per definire la propria immagine e, di conseguenza, l’autostima.

Se pensiamo agli adolescenti che stanno costruendo la loro immagine e la percezione di sé con la normale fatica dovuta all’età, l’utilizzo di questi strumenti potrebbe avere un peso ancora maggiore. Come tutti sappiamo, l’adolescenza è un periodo critico per lo sviluppo psicosociale. In questo periodo di vita si consolida quella che viene definita “immagine di sé”, ovvero l’opinione che ciascuno di noi ha di se stesso.

Utilizzo di Istagram e autostima

Numerosi studi hanno evidenziato che l’autostima è fortemente influenzata dall’uso dei social media. Diverse ricerche si sono focalizzate in particolar modo su uno dei social media più popolari tra i ragazzi: Instagram.

Lo scopo di questo social è quello di condividere immagini che siano in qualche modo rappresentative di sé e della propria vita. Gli studi condotti sugli adolescenti che utilizzano Instagram hanno messo in luce che quest’ultimo può influenzare il modo in cui i ragazzi vedono se stessi e come desiderano che gli altri li vedano. In particolare, pare che i social media altamente visivi, influiscano in maniera particolare sulla percezione dell’immagine corporea dei nostri giovani. Le ricerche inoltre ci dicono che gli adolescenti che utilizzano Instagram sono più propensi a fornire valutazioni soggettive negative del proprio corpo (per es. figura, peso, pancia, fianchi, viso) e, quindi, ad avere una maggiore insoddisfazione corporea. Quest’ultima, purtroppo, rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio e di mantenimento di disturbi legati all’immagine come i disturbi dell’alimentazione.

Utilizzo del fotoritocco in adolescenza

La preoccupazione principale dell’adolescente che posta foto di sé su Instagram, infatti, pare essere quella di apparire quanto più possibile perfetto, ovvero simile ai canoni di bellezza che circolano sui vari media e social media.

Se l’obiettivo è quello di apparire belli e perfetti, ecco che il social network in questione ci viene prontamente in aiuto. Prima di pubblicare una foto, infatti, Instagram fornisce la possibilità di ritoccarla applicando i filtri. Il risultato è che l’adolescente che approccia ad Instagram si trova a fare i conti con una carrellata di immagini di visi e corpi perfetti (spesso irrealistici) di coetanei e non solo.

Ne consegue che l’utilizzo del fotoritocco diventa un comportamento potenzialmente ancor più dannoso se messo in atto dagli stessi adolescenti.

  • “Ho bisogno dall’apprezzamento degli altri per sentire di valere e di essere adeguato.”
  • “Per avere l’apprezzamento degli altri devo essere all’altezza degli altri.”
  • “Ma se gli altri sono così perfetti, come faccio ad essere alla loro altezza?”
  • “Non posso. Non sono alla loro altezza.”
  • “Sono insoddisfatto di me e del mio corpo.”
  • “Posso usare i filtri per dare un’immagine di me migliore.”

Questo è l’esempio di un dialogo interiore di un adolescente che si confronta con fotografie di coetanei che appaiono perfetti su Instagram. Ovviamente l’esito di questo dialogo interiore può essere differente. Ogni adolescente, infatti, potrà scegliere una diversa strategia per fronteggiare il problema, chi più funzionale chi meno.

Nella peggiore delle ipotesi possiamo incappare nella selfie dismorfiaun fenomeno che spinge soprattutto i più giovani a richiedere interventi chirurgici precoci, per assomigliare all’immagine di sé data dai filtri social.

Cosa possiamo fare per migliorare la situazione?

La giusta educazione ed informazione su come funzionano i social network, come possono essere utilizzati in modo positivo e i loro limiti, aiuta i giovani ad essere utilizzatori consapevoli della tecnologia e ad individuare fenomeni rischiosi per il proprio benessere.

L’educazione affettiva, in merito ai social, aiuta ad acquisire competenze relazionali utili anche a non farsi sovrastare e trascinare da dinamiche che possono minare l’autostima e la costruzione di legami affettivi positivi. Certamente non possiamo impedire ai nostri adolescenti di utilizzare Instagram. Anche se fosse possibile, non sarebbe funzionale. Non ci resta che:

  • parlare del problema ed incoraggiare l’accettazione e l’apprezzamento di tutti i tipi di corpo
  • educare all’utilizzo di Instagram spiegando all’adolescente che spesso le immagini presenti su questo social media sono manipolate e, quindi, non reali
  • dare il buon esempio promuovendo la condivisione di contenuti naturali su Instagram

Gli studi mostrano, infatti, che l’esposizione a post positivi riguardo il corpo è associata a un miglioramento dell’umore e della soddisfazione per il proprio corpo in giovani adolescenti. Inoltre, più i ragazzi sono esposti a contenuti veritieri più sono propensi a seguirli ed a emularli.

Dott.ssa Cecilia Lombardini, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale specializzata presso l’Istituto di Terapia Cognitivo e Comportamentale di Padova. Membro della Società Italiana Psicologia dell’Emergenza (S.i.p.e.m) e Cultore della materia presso la cattedra di “Teorie e tecniche della mediazione “, Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche all’Università “Carlo Bo” di Urbino, altresì Practitioner Counseling riconosciuto dalla Società Italiana di Counseling (S.I.C.o) presso la Scuola di Counseling A.I.P.A.C. (Associazione Italiana di Psicologia Applicata e della Comunicazione) di Pesaro.

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