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Pin Fabriano – Pesaro

E tu ... vedi tutto nero?

Tu vedi tutto nero? Le esperienze di vita possono essere lette, da ognuno di noi, attraverso “lenti” diverse.

Quando cerchiamo di individuare le cause che hanno determinato alcuni eventi che ci sono capitati, compresi i nostri successi e i nostri fallimenti, utilizziamo il così detto stile esplicativo o attribuzionale.

La modalità che utilizziamo per spiegarci il come e il perché di alcuni eventi è un fattore molto importante anche nel contribuire al modo con cui reagiamo ad essi.

Uno stile che possiamo utilizzare è quello pessimistico, quando vediamo quasi sempre “tutto nero”, il quale si associa però a vissuti ansiosi e depressivi. 

Questo stile esplicativo è  caratterizzato dal fatto che l’individuo, quando affronta eventi di natura incerta o ambigua, si aspetta un risultato molto negativo o per lui svantaggioso.

Gli individui pessimisti spesso interpretano gli eventi negativi come interni, globali e stabili, mentre gli eventi positivi sono spesso visti come esterni, specifici e instabili.

Cosa significa in pratica? Facciamo un esempio

Immaginiamo un uomo di nome Mario, che ha uno stile attribuzionale molto pessimistico, al quale capita un evento negativo, ossia gli viene comunicato di essere stato licenziato. Di fronte al licenziamento Mario avrà la tendenza a pensare che la responsabilità sia solo sua (interno), che  l’evento avrà conseguenze negative su altri ambiti della sua vita (globale) e che non riuscirà mai a trovare un nuovo lavoro (stabile).

Per quanto riguarda gli eventi positivi, come una promozione, Mario fornirà invece un’attribuzione esterna,  specifica e instabile e potrebbe dirsi: “mi hanno promosso solo per pura fortuna, è capitato per caso, non me lo merito, mi è andata bene questa volta ma non si ripeterà”.

Lo stile esplicativo è in grado di  influire su molti aspetti della vita. Una persona con una visione negativista avrà meno probabilità di sentirsi pronto e resiliente quando avrà a che fare con fattori di stress perché sentirà una mancanza di controllo personale. Considerare gli eventi indesiderati come dovuti a cause interne e stabili ha un impatto negativo anche sull’autostima.

Pessimismo e ansia

La capacità di anticipare il futuro è una caratteristica unica della specie umana ed è stata molto importante per la sopravvivenza della specie dal punto di vista evoluzionistico.  L’anticipazione è necessaria per la sopravvivenza poiché ci consente di prepararci alle situazioni difficili. Tuttavia, quando diamo un senso al mondo attraverso una lente esclusivamente pessimistica, siamo più predisposti all’ansia e alla tristezza. Come diceva Lao Tzu “Se sei depresso, vivi nel passato. Se sei ansioso, vivi nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente”

Un individuo che è molto ansioso sperimenterà spesso molte preoccupazioni e paure per situazioni diverse e la sua mente tenderà e rimuginare su eventi futuri con un flusso costante di pensieri che inizieranno con “e se … (dovesse capitare questo piuttosto che quello)”, rendendogli difficile godersi il momento presente. Se una persona è tendenzialmente pessimista, sarà più incline a considerare lo scenario peggiore e con maggiore probabilità valuterà eventi futuri ambigui come irrealisticamenti negativi e il che alimenterà solo la sua ansia.

Pessimismo e depressione

 Uno stile esplicativo in cui sono previsti soprattutto esiti negativi rappresenta anche un ingrediente fondamentale della depressione. Gli individui con depressione spesso si sentono impotenti e non credono di avere le risorse per affrontare le sfide e  possono essere particolarmente duri con se stessi. Una persona depressa può valutarsi molto negativamente in modo eccessivo e amplificato, ad esempio potrebbe pensare :“Non sono bravo”, “Non riuscirò  mai a combinare nulla”, “Non valgo niente”. Questa mentalità pessimistica aumenta il pensiero depressivo, che serve ad esacerbare il pessimismo creando un circolo vizioso. Anche la ricerca sottolinea il ruolo dei pregiudizi pessimistici sui sintomi depressivi (Strunk, Lopez e DeRubeis, 2006). 

Può il pessimismo avere un lato positivo?

Come in ogni cosa della vita il fattore chiave è l’equilibrio, e così è anche nel nostro stile attributivo. Ad esempio, alcune persone vedono il mondo esclusivamente attraverso degli “occhiali di colore rosa” sottolineando esclusivamente i lati positivi e non riuscendo così ad avere una visione completa della situazione che si trovano ad affrontare. Questo modo di guardare le cose ha però degli svantaggi: rifiutandosi di vedere un problema quando questo si presenta non significa che questo non ci sia e in tal modo avranno meno possibilità di trovare ed applicare soluzioni efficaci alle sfide o alle difficoltà che la vita riserva loro. Permettere a se stessi di elaborare anche i potenziali risvolti negativi di una situazione è una forma di preparazione mentale che può aiutarci, nei momenti difficili, a rendere meno dolorosa un’eventuale sconfitta. 

Suggerimenti per modificare il nostro stile attributivo

Gli stili esplicativi non sono aspetti fissi della nostra personalità ma sono aspetti cognitivi che con il tempo e l’ allenamento si possono modificare.

Ecco alcuni suggerimenti per diventare più realisticamente ottimisti:

  • Goditi le piccole cose
    Se si rimanda la felicità solo ai grandi eventi della vita (la maturità, una promozione, il matrimonio) si sta limitando la possibilità di essere veramente felici a pochissime esperienze. Considerare anche gli aspetti più piccoli e frequenti della vita quotidiana e allenarsi a riconoscerli può veramente fare la differenza.
  • Cambia le tue aspettative
    Quanto tempo ed energia si sprecano stando male per alcune situazioni o persone che sappiamo non cambieranno mai? Immaginiamo quanto potremmo sentirci meglio se modificassimo semplicemente le nostre aspettative, accettando ciò che non si può cambiare e investendo le stesse energie in aspetti della nostra vita su cui abbiamo controllo e potere di cambiamento.
  • Cerca ovunque la bellezza
    La bellezza è un concetto soggettivo e può essere trovata ovunque. Consideriamo ciò che è bello per noi, come un tramonto, un giardino, un paesaggio campestre  e assaporiamolo appieno, cercando di essere pienamente presenti a quello che stiamo vivendo-
  • Visualizza … positività
    Sia che si usino delle immagini particolari o semplicemente la nostra immaginazione, alleniamoci a visualizzare ciò che desideriamo profondamente mentre vediamo raggiunti i nostri obiettivi. Ciò ci motiverà e ci aiuterà a farci percepire i nostri traguardi come più raggiungibili.
  • Inizia la giornata con una nota positiva
    La giornata comincia meglio se adottiamo una prospettiva positiva. Ricordiamoci di iniziare la nostra giornata con speranza e positività.
  • Sii realistico
    Esiste una via di mezzo tra il pessimismo e l’ottimismo radicale. Alleniamoci  ad assumere vari punti di vista quando dobbiamo affrontare eventi incerti. Considerare varie prospettive ci aiuterà ad affrontare meglio ciò che potrebbe capitare.
  • Pratica la gratitudine La gratitudine è l’antitesi della negatività. Impariamo a considerare e ad apprezzare di più  le cose belle della nostra vita.
  • Non essere troppo duro con te stesso
    L’autocompassione è un aspetto chiave di un atteggiamento positivo. Se ci accorgiamo che ci rimproveriamo costantemente cerchiamo di dialogare con noi stessi in un modo più gentile e amorevole.

Il messaggio chiave

La giusta combinazione tra realismo e ottimismo ci può consentire di mantenere un atteggiamento positivo e di prepararci anche a eventuali sconfitte e delusioni.

Non c’è motivo di nascondersi dietro occhiali esclusivamente di colore rosa o di colore nero; abbracciando sempre di più un ottimismo realistico saremo in grado di affrontare le inevitabili sfide della vita con coraggio e perseveranza: “Se cambi il modo in cui guardi le cose, le cose che guardi cambiano” (Wayne Dyer).

Dott.ssa Elisa Petetta, psicologa clinica (O.P.M. n.2986) laureata cum laude all’Università di Bologna, specializzanda in psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale, laureata in Scienze della comunicazione cum laude presso l’ateneo di Macerata.

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