Ti è mai capitato di sentire il cuore accelerare all’improvviso e pensare: “Devo calmarmi subito”?Oppure di accorgerti di un pensiero insistente e provare a scacciarlo con forza? Magari inizi a controllare il respiro, il battito, le sensazioni nel corpo… e più controlli, più l’ansia cresce. È una delle esperienze più frustranti: cerchi di stare meglio e, paradossalmente, peggiori.
Ma cosa sta succedendo davvero?
Questo è Ansia. Non è debolezza o fragilità. L’ansia non è un errore del corpo né un nostro nemico.
È un sistema di allarme. Si attiva quando percepiamo un pericolo, reale o immaginato, e prepara l’organismo a reagire. Il cuore accelera, il respiro cambia, i muscoli si tendono. È il sistema di protezione più antico che abbiamo, una risposta adattiva progettata per proteggerci.
Anche se viviamo l’ansia come un’emozione negativa, sgradevole, di cui faremmo volentieri a meno, dobbiamo ricordare che è sempre esistita e rientra nella gamma delle emozioni che l’essere umano ha sperimentato in ogni epoca e in ogni luogo. Senza questo sistema di allerta probabilmente non saremmo sopravvissuti.
Il problema nasce quando iniziamo ad avere paura dell’ansia stessa.
Invece di riconoscerla e incanalarla nella giusta direzione, finiamo per esserne travolti.
L’attenzione si concentra sulle sensazioni interne, i pensieri diventano catastrofici, il bisogno di controllo aumenta. Nel momento in cui provi a controllare rigidamente ciò che stai sentendo, stai inviando al cervello un messaggio molto chiaro: “Questa sensazione è pericolosa”.
E il cervello, che ha come priorità la tua sicurezza, intensifica l’allerta.
Si crea così un circolo invisibile in cui finiamo per rimanere intrappolati, senza quasi accorgercene, e che limita la nostra libertà. Quando compare una sensazione o un pensiero che percepiamo come pericoloso, la reazione immediata è cercare di scappare, evitarlo o farlo sparire. Questo porta un sollievo temporaneo, ma allo stesso tempo insegna al cervello che quella sensazione era davvero una minaccia. Di conseguenza, la volta successiva il sistema di allarme si attiverà ancora più rapidamente e con maggiore intensità.
L’ansia, di per sé, è normale. Diventa un problema quando inizi a evitare situazioni per paura di provarla o quando il tentativo costante di controllarla occupa gran parte della tua energia mentale, limitando la libertà di scelta e la qualità della tua vita.
Cosa possiamo fare?
L’obiettivo non è eliminare l’ansia. Non sarebbe realistico, né utile.
L’obiettivo è cambiare il modo in cui le rispondi. Quando smetti di combatterla come un nemico, il sistema di allarme inizia lentamente a ridimensionarsi. Non perché l’ansia sparisca del tutto, ma perché non ha più bisogno di urlare per farsi ascoltare. Inizi a riconoscerla per ciò che è: un segnale, non una minaccia.
Se ti riconosci in questo meccanismo, sappi che non è debolezza. È un sistema di protezione che sta lavorando troppo. E può essere rieducato.
Un percorso psicologico può aiutarti proprio in questo: comprendere come funziona il tuo sistema di allarme, rivedere le interpretazioni che lo alimentano e imparare a gestire l’ansia in modo più consapevole, senza vivere in una costante lotta con le tue emozioni.
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