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Funzioni mentali nel narcisista

Funzioni mentali nel narcisista

Le funzioni mentali sono quei processi di pensiero che ci permettono di ricevere e interpretare gli stimoli esterni e farne seguire una risposta emotiva e/o comportamentale. Alcune funzioni mentali nel narcisista, o meglio in persone con Disturbo Narcisistico di personalità, possono essere carenti o poco sviluppate.

Per vedere insieme cosa contraddistingue il narcisista osserviamo il mito di narciso tratto da Ovidio

Il mito di Narciso

Narciso era un ragazzo molto ammirato e adulato per la sua bellezza. Un giorno guardando la sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua, si accorse della sua bellezza e si innamorò di quel riflesso. Venne così rapito dalla sua immagine che ciò non gli permise di fare altro. Al punto da lasciarsi morire di inedia.

Questo mito mette in evidenza il grado di separazione tra sé e l’altro e la profonda solitudine che può provare chi si sente un gradino sopra gli altri. Ne consegue una difficoltà marcata nel provare amore per gli altri e un chiudersi in sé stessi.

Eziologia del narcisismo

Questa dimensione narcisistica può insorgere e poi strutturarsi da situazioni ambientali anche molto diverse tra loro:

  • Bambini viziati, sovrastimati, considerati eccezionali dai loro genitori adoranti
  • Bambini trascurati o che hanno subìto gravi maltrattamenti e umiliazioni
  • Genitori emotivamente assenti con un amore e accettazione condizionata dai risultati
  • Famiglie perfezionistiche con livelli di performance elevati
  • Genitori manipolativi che usano il figlio per i loro interessi e la loro immagine

Funzioni mentali compromesse nel narcisista

Le persone che ricorrono alla dinamica narcisista presentano spesso un malfunzionamento in importanti aree:

  • L’empatia (ovvero la capacità di mettersi nei panni dell’altro. Risulta carente più che altro la componente emotiva dell’empatia non quella cognitiva);
  • L’identità che risulta non ben strutturata;
  • L’autodirezionalità e il senso di agentività (ovvero la capacità di essere parte attiva della propria esperienza);
  • Il senso morale che si può manifestare in due modi o sentirsi persone speciali al di sopra e al di là delle regole morali convenzionali o una sorta di narcisismo etico. Nel narcisismo etico c’è un’espressione perfetta delle norme morali priva però di calore, d’indulgenza e di empatia.
  • Meccanismi patogeni di elaborazione dell’informazione, i cosiddetti BIAS (errori di ragionamento). I Bias più comuni nella mente del narcisista sono:
    • Perfezionismo e alti standard, cruciali per la regolazione degli affetti, utilizzati come meccanismo difensivo da stati di impotenza o incompetenza (Freudenstein et al, 2012);
    • Strategie di attacco che comprendono la distorsione dell’informazione in modo da sostenere l’immagine positiva di sé (Morf e Rhodewolt, 2000);
    • Strategie di difesa, ovvero l’eliminazione dell’informazione che costituisce una minaccia all’immagine grandiosa di sé (Morf e Rhodewolt, 2000);
    • Elaborazione dell’informazione su di sé tacita, quindi un’elaborazione inconscia dell’informazione negativa su di sé (Bosson et al., 2008);
    • Elaborazione dell’informazione su di sé esplicita, quindi elaborare e mantenere in maniera cosciente l’informazione positiva (Zeigler-Hill, 2006).

Funzioni mentali e metacognizione nel narcisista

Deficit di metacognizione sottostanno a tutte le componenti appena citate. Le funzioni metacognitive ci permettono di comprendere e regolare gli stati mentali. Persone che si trovano nella dinamica narcisista hanno difficoltà nella rappresentazione di scopi e desideri non inclusi nel sé grandioso e la difficoltà a comprendere la natura dei propri bisogni affettivi. Recuperare quest’aspetto diventa parte integrante del trattamento.

In aggiunta il narcisista si trova in una continua oscillazione tra stati mentali diversi. Alle volte prevale lo stato grandioso altre volte quello vulnerabile. Nello stato grandioso il narcisista esperisce una coincidenza tra il suo sé attuale e il suo io ideale che viene garantita da una serie di operazioni cognitive e metacognitive quali: il senso di non appartenenza e la difficoltà di monitoraggio dei propri stati emotivi (alessitimia). Altre funzioni metacognitive compromesse sono: il decentramento (la capacità di comprendere le intenzioni e le motivazioni altrui) e l’integrazione.

Tuttavia, nello stato grandioso la maggior parte dei narcisisti non presenta aspetti di frammentazione e non integrazione. Questa componente emerge in condizioni di minaccia dell’autostima e del proprio valore personale. In ogni modo queste persone non riescono a cogliere, o lo fanno con fatica, i rapporti tra gli stati mentali, in particolare il rapporto tra la grandiosità compulsiva e gli stati di vuoto e vergogna.

Tra le altre, la Terapia metacognitiva Interpersonale (TMI), lavorando proprio sul migliorare la metacognizione, può essere di grande aiuto per questa tipologia di pazienti e in generale per i vari disturbi di personalità.

Per una maggiore trattazione puoi leggere https://www.centroterapiacognitivak23.com/il-narcisismo-e-le-sue-forme/ oppure https://www.psicologi-italia.it/psicologo/sara-appoloni/web/articolo-3354.html

Sono la Dott.ssa Sara Appoloni, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale e mediatrice familiare. Terapeuta EMDR. Istruttrice di interventi basati sulla mindfulness in formazione ed esperta in mindfulness psicosomatica. Membro del direttivo regionale della Società Italiana Terapia Comportamentale e Cognitiva (2018-2021). Offro colloqui di psicoterapia e sostegno psicologico a bambini, adolescenti, adulti e coppie, sostegno alla genitorialità e mediazione familiare. Disponibile anche per la terapia online.

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