Vai al contenuto
Pin Fabriano – Pesaro – Fano – Jesi

Il narcisismo e le sue forme

Il narcisismo e le sue forme

Il narcisismo ha diverse forme, ed è diventato così comune, che nell’ultimo DSM* si pensava addirittura di non farlo rientrare tra i disturbi di personalità. Di fatto poi questo non è avvenuto, quindi si può ancora parlare di disturbo narcisistico di personalità.

Il narcisismo in sé per sé non ha una connotazione esclusivamente negativa. Se ben bilanciato il narcisismo ha anche una dimensione sana. Essa può essere considerata come quella qualità che ci permette di affermarci nella vita, essere ambiziosi, determinati e ci fa credere nelle nostre capacità. Quando invece questa dimensione non è in equilibrio, quella che era una qualità si trasforma in un quadro psicopatologico. Un aspetto che se presente anche in altri disturbi mentali tende ad aggravare l’aderenza al trattamento, quindi a rendere la psicoterapia più difficile, e ad avere una prognosi peggiore.

Le forme patologiche del narcisismo hanno in comune 3 elementi

  1. L’amore di sé è in conflitto o incompatibile rispetto all’amore per gli altri;
  2. I processi psicologici sono tutti fortemente orientati dal tema del valore personale e da emozioni quali orgoglio, vergogna e umiliazione. Le relazioni vengono concepite nell’ottica della competizione, quindi un continuo confronto con l’altro per capire chi è più forte;
  3. Quando non dominano i temi dell’orgoglio e della competizione con gli altri, emergono sentimenti di vuoto, confusione e incapacità di darsi una direzione nella vita.

L’interazione di queste 3 componenti dà luogo a quella che viene definita dinamica narcisista e che, nella sua essenza, consiste nel tentativo di contrastare il vuoto a livello identitario e il timore di vergogna/umiliazione attraverso l’orgoglio, una buona rappresentazione di sé e la sensazione di essere speciali.

Il Narcisimo Overt versus il Narcisismo Covert

Questa è una distinzione molto nota che ci permette di vedere due forme del narcisismo. La prima una grandiosità manifesta, la seconda si rifà più che altro al bisogno di un riconoscimento del proprio valore personale. Di seguito le principali differenze:

Narcisismo Overt (o inconsapevole)Narcisismo Covert (o ipervigile)
Non ha consapevolezza delle reazioni degli altriÈ molto sensibile alle reazioni degli altri
È arrogante e aggressivoÈ inibito, schivo, si eclissa
È concentrato su se stessoFocalizza l’attenzione sugli altri
Cerca di stare al centro dell’attenzioneEvita di stare al centro dell’attenzione
Si rivolge agli altri ma non li ascoltaAscolti gli altri per evidenziare critiche o mancanze di rispetto nei suoi confronti
Sembra non essere ferito dalle critiche altruiSi sente ferito con facilità e prova spesso sentimenti di vergogna e umiliazione

La distinzione tra Covert e Overt ha il limite di non considerare l’enorme varietà nella gravità dei sintomi, nell’adattamento sociale e nel funzionamento interpersonale che si incontra tra i soggetti dello spettro narcisistico.

Una distinzione che nel tempo sta acquisendo sempre più riscontro è quella tra Narcisismo grandioso e Narcisismo vulnerabile, che a loro volta possono distinguersi in Overt o Covert.

Caratteristiche del narcisismo

Per fare diagnosi di Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP) occorre che ci sia uno schema di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento) onnipresente, la necessità di ammirazione, la ricerca di attenzione e la mancanza o carenza di empatia. Ricordiamo che l’empatia è la capacità di comprendere lo stato d’animo dell’altro.  Questi assunti di base di solito compaiono nella prima età adulta e sono presenti in svariati contesti. Queste caratteristiche appena citate sono presenti in entrambe le forme di narcisismo, sia grandioso che vulnerabile.

Il narcisismo nella forma grandiosa

Nel Narcisismo Grandioso si aggiunge però la manipolazione, l’inganno e l’insensibilità. Di fronte a crisi della grandiosità questa tipologia di pazienti può reagire tentando di ripristinare la propria superiorità aggredendo l’altro. L’ostilità rivolta verso gli altri, i continui confronti competitivi non fanno altro che ridurre ulteriormente l’empatia emotiva. Si va a creare un distacco emotivo e una freddezza che ha però uno scopo difensivo. Le strategie mentali messe in atto per prevenire la vergogna sono: la soppressione, rimozione, distorsione dei pensieri fino ad alterare gravemente il giudizio di realtà. Qualora dovesse sperimentare vergogna questa sensazione è di breve durata poiché seguita da un’ideazione paranoide che rovescia sull’invidia degli altri ogni responsabilità.

Il narcisismo nella forma vulnerabile

Il Narcisismo Vulnerabile invece si caratterizza dall’ansia (spesso sociale) e da vissuti depressivi. In questi pazienti il timore più grande è quello di aver danneggiato la propria immagine grandiosa. Di fronte a crisi della grandiosità questa tipologia di pazienti può cadere in depressione o a maturare un’aggressività verso se stessi. Alle volte l’aggressività è associata ad autolesionismo e una frammentazione del sé. Esperienze temute come quella della vergogna possono comportare transitorie alternazioni dello stato di coscienza, amnesie dissociative e atti autolesivi e suicidari. Tali esperienze vengono spesso rivissute attraverso il rimuginio che può assumere caratteristiche depressive e di rabbia verso se stesso. Le strategie messe in atto per evitare vissuti di vergogna sono evitamenti comportamentali e ritiro.

Ci sono persone che possono più propendere per l’uno o per l’altro. Di fatto è molto comune un’oscillazione tra questi due stati mentali (grandioso e vulnerabile).

Per un ulteriore trattazione sull’argomento vi invito a leggere un approfondimento sulle funzioni mentali del narsista e collegato a questo la danimica narcisista che si instaura nella mente di chi soffre di questo disturbo o delle forme più lievi.

__________________________________________

*DSM 5: manuale diagnositico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione.

Sono la Dott.ssa Sara Appoloni, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale e mediatrice familiare. Terapeuta EMDR. Istruttrice di interventi basati sulla mindfulness in formazione ed esperta in mindfulness psicosomatica. Membro del direttivo regionale della Società Italiana Terapia Comportamentale e Cognitiva (2018-2021). Offro colloqui di psicoterapia e sostegno psicologico a bambini, adolescenti, adulti e coppie, sostegno alla genitorialità e mediazione familiare. Disponibile anche per la terapia online.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *