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Il Benessere soggettivo

il benessere soggettivo

Cos’è il benessere per te? A cosa pensi e quali immagini ti vengono in mente?

Ognuno di noi ha una definizione particolare di questo costrutto, è infatti difficile trovarne una univoca e anche nel campo della ricerca psicologica sono state fornite diverse definizioni.

In questo articolo parliamo di benessereedonico” o “soggettivo”, in particolare:

  1. capiremo cos’è,
  2. perché è importante la sua presenza,
  3. come potercene prendere cura anche in tempi di pandemia.

Cos’è il benessere soggettivo?

Questo modello di benessere, proposto dallo psicologo americano Ed Diener (1984) è stato definito “soggettivo” perché si incentra sulla valutazione personale effettuata dall’individuo stesso. Le persone non valutano la propria esperienza in base a condizioni oggettive ma in base a “valutazioni cognitive e affettive sulle loro vite”.

Possiamo in sostanza affermare che le persone che presentano livelli elevati di “benessere soggettivo”:

  • Sperimentano molte emozioni positive
  • Sperimentano poche emozioni negative
  • Si dichiarano soddisfatte delle loro diverse aree di vita (famiglia, lavoro, amicizie).

Perché la presenza del benessere soggettivo è importante?

Ci sono molte ragioni per cui il benessere soggettivo risulta importante, sia per gli individui che per la società:

  • Innanzitutto è in grado di influenzare profondamente la nostra qualità di vita: come evidenziano le ricerche (Skevington & Böhnke, 2018) le nostre esperienze affettive e il benessere emotivo generale sono centrali per la nostra qualità di vita. Gli individui che si sentono soddisfatti della loro vita e che provano spesso sentimenti positivi come gioia, contentezza e speranza, sono più inclini a essere considerati come se godessero di una qualità di vita elevata.
  • Anche la salute mentale è profondamente interconnessa con il benessere soggettivo. È importante sottolineare come la salute mentale sia oggi definita non solo come assenza di sintomi psicologici negativi ma anche come presenza di quelli positivi (Abdel-Khalek & Lester, 2013). Riconoscendo il ruolo di sentimenti come gioia, contentezza, e di elementi come soddisfazione, realizzazione e scopo nella vita, abbiamo un concetto di salute mentale più olistico e ciò ci permette, al contempo, di comprendere meglio come facilitarne il suo sviluppo negli individui e nelle popolazioni.

Come possiamo prendercene cura anche in tempi di pandemia?

Ricordiamo a noi stessi cosa ci rendeva felici nel passato e fermiamoci un momento ad individuare cosa possiamo fare anche in questo momento: una passeggiata all’aria aperta, la visione di un film, la lettura di un libro che non abbiamo mai avuto tempo di leggere in passato, sperimentare una nuova ricetta per la persona con la quale abitiamo o fare una telefonata ad un’amico che non sentiamo da un po’ concedendoci di non guardare l’orologio.

Cerchiamo di approfittare di tutto quello che possiamo fare adesso e mettiamolo in pratica come fosse una prescrizione medica: regaliamoci almeno un’occasione al giorno per sperimentare un’emozione positiva.

  • Accogliamo e condividiamo con altri le emozioni negative:

Stati d’animo più o meno intensi di tristezza, rabbia, demoralizzazione sono comuni a tutti gli esseri umani, specialmente in momenti particolari come questi, in cui viviamo condizioni di profonda incertezza e destabilizzazione. Riconoscere e permettere a noi stessi di percepire ansia per il futuro, timore per quello che accadrà o di sentirsi soli e scoraggiati è già il primo passo per validare tutto il ventaglio di esperienze che stiamo provando in questo momento. Decidiamo poi di parlarne con qualcuno di cui abbiamo fiducia: un familiare, un amico, un collega di lavoro. Scopriremo che anche gli altri condividono alcune nostre paure e ci sentiremo meno soli nell’affrontare insieme lo stesso percorso.

  • Dedichiamoci ad aumentare i nostri livelli di soddisfazione:

Famiglia, lavoro, amicizie… quanto sono importanti queste diverse aree per noi? Quanto ci sentiamo soddisfatti?

Fermiamoci un secondo a riflettere in base a questi due parametri (importanza e soddisfazione) e stiliamo una lista di cose che possiamo fare anche adesso per aumentarne il livello a partire da ciò che riteniamo più importante. In campo lavorativo potremmo approfittare di questo periodo di maggiore stasi per iscriverci ad un corso che abbiamo sempre rimandato, potremmo dedicarci a scoprire nuovi interessi o potremmo semplicemente scegliere di compiere dei piccoli cambiamenti per migliorare il nostro ambiente di lavoro.

Per quanto riguarda la famiglia potremmo soffermarci a riconoscere e a comunicare ai nostri affetti quanto loro siano importanti per noi o provare ad appianare un conflitto o una situazione rimasta in sospeso qualora sentiamo che ci sta facendo soffrire troppo.

Possiamo anche adesso coltivare le nostre amicizie seppur con modalità riadattate: stabilire telefonate o videochiamate settimanali con i nostri amici, programmare qualcosa di piacevole da fare insieme non appena sarà possibile, o semplicemente renderci conto che ci siamo un po’ allontanati da una persona che era importante per noi e correre subito ai ripari: sono tutte piccole azioni che possiamo mettere in campo subito per provare a migliorare i nostri livelli di soddisfazione anche in questo campo.

Sperimentiamoci un po’ e dopo qualche settimana rivalutiamo il nostro livello di benessere!

Dott.ssa Elisa Petetta, psicologa clinica (O.P.M. n.2986) laureata cum laude all’Università di Bologna, specializzanda in psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale, laureata in Scienze della comunicazione cum laude presso l’ateneo di Macerata.

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