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L’ansia del primo giorno di scuola elementare

L’ansia del primo giorno di scuola elementare

Il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria è un momento molto delicato.

Per la prima volta il bambino diventa responsabile delle sue azioni poichè l’ingresso alla scuola primaria prevede un adeguamento alla nuova realtà che lo circonda, alle nuove regole e al passaggio da un mondo soggettivo (quello familiare e dell’asilo nido) a un mondo nuovo basato su regole condivise (la scuola elementare). 

Effettivi cambiamenti nel bambino

Intorno ai 5-6 anni il bambino raggiunge una sufficiente autonomia personale. Ha una buona consapevolezza di sé e soprattutto inizia a sperimentare un piacere intrinseco nei confronti della conoscenza delle cose.

Durante la scuola dell’infanzia (asilo nido) egli si è costruito un bagaglio di esperienze e di competenze, legato soprattutto alla capacità motoria, visiva e uditiva, alla padronanza del linguaggio e alla capacità di utilizzare i simboli e di manipolarli in modo logico.

Non solo questo però! Nell’infanzia ha imparato a mettersi in relazione con gli altri, riconoscendo l’altro nel suo ruolo (gruppo dei pari /adulto) e rispettando le regole.

Ruolo del genitore, cosa può fare il genitore per aiutare il bambino in questo passaggio?

Durante la scuola dell’infanzia il supporto dei genitori è stato sempre presente, sia partecipando all’inserimento nelle prime fasi dell’ingresso a scuola, sia collaborando nel portare quanto necessario per la giornata scolastica. Non è stato utilizzato un diario scolastico e le maestre si sono interfacciate con i genitori mediante avvisi.

Alle elementari qualcosa cambia,  il bambino si “inserisce” da solo nella classe, ed inizia a gestire il materiale didattico da solo.

Il ruolo del genitore in questa fase deve essere quello del “sostenitore”. Aiutare il bambino nel passaggio significa soprattutto dare il buon esempio: essere sereni e pronti a gestire qualsiasi difficoltà.

Purtroppo, accade spesso che i più ansiosi e tesi sono proprio i genitori, che riversano sul figlio le proprie preoccupazioni.

Indubbiamente le eventuali ansie dei genitori incidono negativamente sul comportamento del bambino e sulla sua autonomia.  Farsi vedere pronti a sostenere serenamente questo nuovo inizio può essere di grande aiuto.

Ruolo dell’insegnante, cosa può fare l’insegnante per aiutare il bambino in questo passaggio?

L’insegnante svolge un ruolo fondamentale durante questa delicata fase di transizione, perché esso sarà l’adulto di riferimento per i prossimi anni. A lui spetta il compito di informare gli studenti sul nuovo percorso scolastico e sulle varie attività , ma anche sugli spazi e i tempi dedicati al gioco e alla ricreazione.

Gli insegnanti accoglieranno i bambini in questo nuovo ambiente che è la scuola elementare. Insegneranno loro il rispetto per le regole scolastiche e educheranno i bambini alla condivisione delle regole (es. momenti per giocare/ momenti per imparare). 

I primi segnali di disagio

Momenti di regressione: risvegli notturni, pipì a letto, pianti disperati, ansia (soprattutto manifestata a livello fisico es. mal di pancia, mal di testa), chiedere esplicitamente di non andare a scuola, voler rimanere a casa sono segnali di difficoltà da non trascurare, né sminuire.

 I bambini non esprimono l’ansia e la preoccupazione come gli adulti.

Ecco perché i segnali fisici sono quelli a cui genitori e insegnanti devono immediatamente prestare attenzione.

L’ansia da separazione dai genitori e della casa può condurre, a volte, ad un rifiuto totale della scuola.  Talvolta questo atteggiamento negativo si accentua se il bambino deve confrontarsi con un insegnante particolarmente severo, o se non riesce ad integrarsi con il gruppo classe.

Come superare le difficoltà dell’ansia del primo giorno di scuola elementare

In generale questi fenomeni sono transitori e tendono a risolversi in modo spontaneo quando il bambino inizia ad accettare la nuova situazione, non necessitano quindi di interventi immediati.

L’ansia della nuova scuola è un “percorso” che il bambino deve fare per diventare indipendente e più autonomo. E’ quindi una tappa fondamentale nella sua crescita come persona.

Però, nel caso in cui tali manifestazioni di disagio diventano più persistenti e profonde potrebbe essere importante un primo confronto tra i genitori e gli insegnanti, per comprendere se queste difficoltà sono presenti solo a casa o anche a scuola.

L’atteggiamento che i genitori dovrebbero avere è quello di rassicurare il piccolo, affinché possa affrontare al meglio queste situazioni problematiche.

Per superare al meglio l’ansia da scuola è importante insistere, nonostante le possibili rimostranze, a mandare il bambino a scuola regolarmente.

E’ fondamentale non negoziare sull’andare o meno a scuola quel giorno. Il genitore deve mostrare risolutezza, ma nello stesso tempo informandosi sulle ragioni di tale rifiuto e soprattutto far sentire il bambino accolto nel suo disagio.

Molto spesso l’intervento di uno psicologo dell’età evolutiva può contribuire a superare rapidamente queste difficoltà.

Confrontarsi ed affidarsi ad una figura specializzata in questo campo aiuta i genitori e gli adulti  a normalizzare situazioni che appaiono  preoccupanti e non facilmente risolvibili.   

Sono Chiara Maria De Leone psicologa clinica, laureata nel 2017 presso l’università Carlo Bo di Urbino, iscritta all’albo degli psicologi delle Marche dal 2019. Ho completato il corso di formazione per Tutor DSA e attualmente frequento un Master per i disturbi specifici dell’apprendimento con l’Istituto Galton, ricerca e formazione” di Roma, ente accreditato MIUR. Attualmente sono in formazione per diventare psicoterapeuta presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC con sede ad Ancona.

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