Le 10 cose che (forse) non sai a proposito dei DSA

le 10 cose che (forse) non sai sui DSA

Nel mese di ottobre si celebra la Settimana Nazionale della Dislessia, promossa dall’Associazione Italiana Dislessia e da Erickson (Casa editrice e Centro studi). Dalla loro collaborazione è nato  un decalogo di informazioni con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di approfondire la conoscenza dei DSA (disturbi specifici di apprendimento).

Quali sono i disturbi specifici dell’apprendimento

In breve, i disturbi specifici dell’apprendimento includono:

  • dislessia ( disturbo specifico della lettura, con difficoltà nella lettura sia nell’accuratezza che nella velocità),
  • disortografia (disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nell’apprendere e automatizzare le regole dell’ortografia delle parole)
  • disgrafia (disturbo specifico della scrittura, difficoltà a imparare a scrivere in modo armonico e leggibili)
  •  discalculia (disturbo specifico nelle abilità di calcolo sia scritto che mentale).

Le 10 cose che (forse) non sai a proposito dei DSA

  1. I DSA non sono una malattia, sono una caratteristica che la persona ha. Sono disturbi del neurosviluppo, si manifestano nelle prime fasi dello sviluppo e restano per l’intero arco della vita della persona, sono innati e coinvolgono il funzionamento neuronale dei processi di lettura, scrittura e calcolo.
  2. Dai DSA non si guarisce . Proprio perché non sono una malattia, questi disturbi sono innati e accompagnano la persona per tutta la vita. E’ possibile alleviare il disagio che ne proviene attraverso strumenti compensativi, quando tali disturbi vengono riconosciuti ed indirizzati in tempo.
  3. Gli strumenti compensativi non sono un privilegio. Gli strumenti compensativi e dispensativi sono mezzi che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria (legge 170/2010). Sono quindi necessari affinché il ragazzo possa studiare e il loro utilizzo garantisce pari opportunità.
  4. I DSA interessano circa il 5% del totale degli alunni. L’associazione italiana Dislessia evidenzia che nell’anno scolastico 2018/2019 si contavano 298.114 alunni con certificazione DSA, pari a quasi il 5% del totale degli allievi.
  5. Le persone con DSA non sono meno intelligenti degli altri. Gli studenti con DSA hanno un quoziente intellettivo nella norma  se non superiore alla norma. Molti personaggi famosi presentano caratteristiche tipiche dei  DSA come: Tom Cruise (attore), Lee Ryan (cantante), Jackie Stewart (pilota di Formula 1), Ted Turner (imprenditore).
  6. Le persone con DSA non sono né furbi, né svogliati:  “E’ bravo, ma non si applica”, questo il giudizio con cui devono confrontarsi i genitori di figli con DSA, mentre, in realtà i loro figli  si impegnano molto di più rispetto agli altri alunni. I ragazzi con diagnosi di disturbo dell’apprendimento, spesso,  vengono giudicati furbi da molti dei loro compagni perché hanno la possibilità di utilizzare strumenti compensativi durante i compiti e le verifiche, in realtà questi mezzi sono come gli occhiali per un miope, senza di essi l’allievo si troverebbe impossibilitato a svolgere il compito assegnatogli. Sono un supporto indispensabile alla riuscita del compito, non un privilegio.  
  7. Le persone con DSA hanno grandi punti di forza su cui contare e da tirar fuori. Per gli alunni con DSA studiare non significa soltanto leggere e ripetere, ma significa trovare ed inventarsi  nuove strategie per elaborare e memorizzare le informazioni per poterle apprendere. Ne consegue che essi sono dotati di grande creatività  e di ottime abilità nel problem solving e nella creazione di mappe concettuali.
  8. La dislessia è invisibile, ma ciò non significa  che non esiste. I DSA sono disturbi non immediatamente visibili, solo quando si  ascolta leggere un ragazzo dislessico, o si chiede di  scrivere un testo ad un ragazzo disgrafico o disortografico o si fanno  svolgere operazioni ad un ragazzo con discalculia,  le difficoltà che l’allievo deve affrontare nell’eseguire quel compito diventano evidenti. Non sempre questi disturbi sono comprensibili a chi non li vive in prima persona.
  9. Le certificazioni sono aumentate negli ultimi anni, ma ancora non basta. Nonostante l’aumento di attenzione nei confronti di tali disturbi, al momento le diagnosi di DSA sono sicuramente sottostimate: solo grazie ad una buona campagna di sensibilizzazione nelle scuole sarà possibile dare al tema dei Disturbi Specifici Di Apprendimento tutta l‘importanza e l’urgenza che merita.
  10. Scuola inclusiva per tutti. L’obiettivo della scuola è quello di renderla inclusiva per tutti, pertanto gli strumenti compensativi e dispensativi utilizzati in presenza di DSA potrebbero dimostrarsi utili a tutti gli studenti per facilitare un apprendimento più immediato. Prendendo ad esempio l’utilizzo del computer per un ragazzo con disgrafia, esso indubbiamente costituisce uno strumento dispensativo, ma far utilizzare il computer a tutta la classe diventa un interessante mezzo  per velocizzare l’apprendimento di un argomento, con video stimolo e presentazioni in power-point usufruibile da tutti gli allievi.

Sono Chiara Maria De Leone psicologa clinica, laureata nel 2017 presso l’università Carlo Bo di Urbino, iscritta all’albo degli psicologi delle Marche dal 2019. Ho completato il corso di formazione per Tutor DSA e attualmente frequento un Master per i disturbi specifici dell’apprendimento con l’Istituto Galton, ricerca e formazione” di Roma, ente accreditato MIUR. Attualmente sono in formazione per diventare psicoterapeuta presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva SPC con sede ad Ancona.

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