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Chi ha invitato il terzo incomodo nella nostra relazione? 

Ti è mai capitato di sederti accanto al partner, con qualcosa che non vedevi l’ora di raccontare, e ricevere in cambio un «mh-mh» senza neppure uno sguardo? Tu parli, l’altra persona scorre il telefono. Poi arriva il classico «Certo che ti ascolto!». 

E se, qualche volta, fossi proprio tu quello con lo schermo in mano? 

È una scena che può far sorridere, almeno finché non diventa un’abitudine. 

Questo comportamento ha un nome: phubbing, dall’unione delle parole inglesi phone (telefono) e snubbing (ignorare). Succede quando dedichiamo attenzione allo smartphone trascurando la persona che abbiamo davanti. 

«Ci sei?» 

Quando l’attenzione del partner è spesso rivolta al telefono, può cambiare anche il modo in cui ci sentiamo considerati nella relazione. Uno degli aspetti psicologici più interessanti del phubbing riguarda la percezione di esclusione: essere fisicamente insieme a qualcuno ma sentirsi poco coinvolti nell’interazione. 

In uno studio sperimentale, Chotpitayasunondh e Douglas (2018) hanno osservato che il phubbing riduceva la qualità percepita della comunicazione e il senso di appartenenza. Non è detto che chi guarda lo schermo voglia ignorare l’altra persona; tuttavia, il comportamento può essere interpretato come un segnale di scarso interesse o disponibilità. 

E il sesso? 

Ma cosa c’entra lo smartphone con la sessualità? La risposta non è così immediata. 

Il desiderio sessuale è influenzato da fattori biologici, psicologici e relazionali che assumono un peso diverso da persona a persona e nei diversi momenti della vita. Tra gli aspetti relazionali, può contare anche la percezione di avere accanto un partner attento e sensibile ai propri bisogni. 

Birnbaum e colleghi (2016) hanno esplorato questo legame attraverso il concetto di partner responsiveness, ossia la percezione che il partner comprenda, riconosca e risponda ai nostri bisogni. Nei loro studi, una maggiore responsività percepita è associata a un maggiore desiderio sessuale. 

Il phubbing può inserirsi in queste dinamiche quando la disattenzione viene vissuta come mancanza di disponibilità o di interesse. Non riguarda soltanto il tempo trascorso con il telefono in mano ma anche il significato che quella distrazione assume per chi è accanto. 

Più recentemente, Çakı Döner e colleghi (2026) hanno osservato, in un campione di 343 donne, un’associazione tra partner phubbing e maggiore disagio sessuale. Il disagio sessuale non coincide con una disfunzione né necessariamente con un calo del desiderio ma riguarda il malessere associato alla propria esperienza sessuale. 

Resta allora una domanda ancora poco esplorata: che relazione c’è tra queste piccole disconnessioni quotidiane, il desiderio e il funzionamento sessuale? 

Uno schermo come rifugio? 

A volte, però, lo smartphone entra in scena quando nella coppia esiste già una difficoltà: una conversazione scomoda, un momento di tensione o una vicinanza emotiva che si fatica a gestire. In questi casi può diventare una distrazione, un modo per sottrarsi momentaneamente all’interazione. 

La direzione del rapporto, però, non è sempre chiara. Il phubbing può contribuire ad aumentare la distanza tra i partner ma può anche comparire proprio quando quella distanza è già presente. Lo smartphone, quindi, non è necessariamente all’origine del problema: può diventare parte di una dinamica relazionale che esiste già. 

La domanda, allora, potrebbe essere più semplice: cosa stiamo cercando nello schermo in quel momento? 

Riferimenti bibliografici 

Birnbaum, G. E., Reis, H. T., Mizrahi, M., Kanat-Maymon, Y., Sass, O., & Granovski-Milner, C. (2016). Intimately connected: The importance of partner responsiveness for experiencing sexual desire. Journal of Personality and Social Psychology, 111(4), 530–546. https://doi.org/10.1037/pspi0000069 

Çakı Döner, B., Coşkun, E., & Eminoğlu Güven, A. (2026). The relationship between partner phubbing, sexual stress, and family peace in women: From household climate to the bedroom. Journal of Sex & Marital Therapy, 52(3), 287–303. https://doi.org/10.1080/0092623X.2026.2636271 

Chotpitayasunondh, V., & Douglas, K. M. (2018). The effects of “phubbing” on social interaction. Journal of Applied Social Psychology, 48(6), 304–316. https://doi.org/10.1111/jasp.12506 

Sono la Dott.ssa Rebecca Giovannelli, psicologa clinica e consulente sessuale, sessuologa clinica. Mi sono laureata con lode presso L’Università Europea di Roma e sono iscritta all’Albo degli Psicologi delle Marche n. 04183.

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