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Fare più sesso rende davvero una coppia più felice? 

Quante volte bisognerebbe fare sesso per essere una coppia soddisfatta? Una volta alla settimana, due, di più? Spesso la frequenza dei rapporti viene considerata una misura del benessere della relazione. Ma avere più rapporti significa necessariamente stare meglio insieme? Per cercare di rispondere a questa domanda, è stato condotto un esperimento nel quale sono state coinvolte 64 coppie sposate tra i 35 e i 65 anni. A metà delle coppie è stato chiesto di raddoppiare la frequenza dei rapporti: l’aumento effettivo è stato, in media, di circa il 40%. Questo cambiamento non ha aumentato la felicità dei partecipanti; nel gruppo coinvolto sono diminuiti anche il desiderio e il piacere sessuale (Loewenstein et al., 2015).

Quando il piacere diventa un compito 

Una possibile interpretazione è che il rapporto sessuale, quando viene vissuto come una richiesta da soddisfare, rischi di perdere parte della sua dimensione piacevole. Lo studio, però, non dimostra che la pressione sia stata la causa del risultato. Anche le ragioni per le quali si sceglie di avere un rapporto sessuale contano. È stato osservato che la disponibilità a rispondere ai bisogni sessuali del partner è associata a una maggiore soddisfazione e a un maggiore desiderio quando questa scelta è sentita come propria. Al contrario, mettere sistematicamente da parte i propri bisogni, sentendosi obbligati a soddisfare quelli dell’altra persona, può associarsi a esperienze meno soddisfacenti (Shoikhedbrod et al., 2023).  

Questo non significa che il sesso debba nascere sempre da un impulso spontaneo. In uno studio sulle convinzioni relative al sesso spontaneo e a quello programmato, non è stato rilevato un legame costante tra spontaneità e maggiore soddisfazione sessuale (Kovacevic et al., 2024). Tra lavoro, famiglia e impegni quotidiani, dedicare intenzionalmente del tempo alla propria intimità può essere una scelta positiva purché non diventi un obbligo o una prestazione da portare a termine. Nella pratica sessuologica, ad esempio, attraverso tecniche come la focalizzazione sensoriale (sensate focus), vengono proposti momenti concordati di contatto ed esplorazione corporea, nei quali l’attenzione è rivolta alle sensazioni, senza l’obbligo di raggiungere un determinato risultato (Brotto et al., 2025). 

E quanto conta riuscire a parlarne? 

Le differenze nella frequenza possono essere vissute in modi diversi all’interno della stessa coppia. Una persona può sentire la mancanza di maggiore intimità sessuale mentre l’altra può essere soddisfatta della situazione attuale. Nessuna delle due esperienze, di per sé, è sbagliata. La difficoltà può nascere quando il confronto si ferma a «quante volte» e non trova spazio per domande più personali: che cosa desideriamo? Che cosa ci fa stare bene? È cambiato qualcosa nel nostro modo di avvicinarci? 

Raccontare queste differenze non è sempre semplice.  Una meta-analisi su 93 studi, per un totale di più di 38.000 partecipanti, ha rilevato che la qualità della comunicazione sessuale è associata alla soddisfazione sessuale e relazionale più fortemente della sola frequenza con cui si parla di sesso (Mallory, 2022). La differenza, quindi, non sta semplicemente nel parlarne più spesso ma anche nel sentirsi ascoltati e nel poter esprimere preferenze, bisogni e difficoltà. 

L’importanza del dialogo non riguarda soltanto le coppie più giovani. In uno studio su 9.164 persone tra i 50 e gli 85 anni che vivevano una relazione, è stata riscontrata un’associazione tra comunicazione sessuale aperta e una vita sessuale più soddisfacente (Gillespie, 2017). Essendo risultati osservazionali, non dimostrano che parlare di più o meglio produca automaticamente maggiore soddisfazione ma invitano a considerare la comunicazione come una parte dell’esperienza sessuale. 

Non esiste, quindi, una frequenza dell’attività sessuale ideale per tutte le coppie. Parlare apertamente di desideri, bisogni e difficoltà può aiutare a comprendere meglio come ciascuno vive l’intimità. Quando questa comunicazione risulta difficile, una consulenza sessuale può offrire uno spazio sicuro di ascolto e di dialogo. 

Riferimenti bibliografici 

Brotto, L. A., Atallah, S., Carvalho, J., Gordon, E., Pascoal, P. M., Reda, M., Stephenson, K. R., & Tavares, I. M. (2025). Psychological and interpersonal dimensions of sexual function and dysfunction: Recommendations from the fifth international consultation on sexual medicine (ICSM 2024). Sexual Medicine Reviews, 13(2), 118–143. https://doi.org/10.1093/sxmrev/qeae073 

Gillespie, B. J. (2017). Correlates of sex frequency and sexual satisfaction among partnered older adults. Journal of Sex & Marital Therapy, 43(5), 403–423. https://doi.org/10.1080/0092623X.2016.1176608 

Kovacevic, K., Tu, E., Rosen, N. O., Raposo, S., & Muise, A. (2024). Is spontaneous sex ideal? Beliefs and perceptions of spontaneous and planned sex and sexual satisfaction in romantic relationships. The Journal of Sex Research, 61(2), 246–260. https://doi.org/10.1080/00224499.2022.2163611 

Loewenstein, G., Krishnamurti, T., Kopsic, J., & McDonald, D. (2015). Does increased sexual frequency enhance happiness? Journal of Economic Behavior & Organization, 116, 206–218. https://doi.org/10.1016/j.jebo.2015.04.021 

Mallory, A. B. (2022). Dimensions of couples’ sexual communication, relationship satisfaction, and sexual satisfaction: A meta-analysis. Journal of Family Psychology, 36(3), 358–371. https://doi.org/10.1037/fam0000946 

Shoikhedbrod, A., Rosen, N. O., Corsini-Munt, S., Harasymchuk, C., Impett, E. A., & Muise, A. (2023). Being responsive and self-determined when it comes to sex: How and why sexual motivation is associated with satisfaction and desire in romantic relationships. The Journal of Sex Research, 60(8), 1113–1125. https://doi.org/10.1080/00224499.2022.2130132 

Sono la Dott.ssa Rebecca Giovannelli, psicologa clinica e consulente sessuale, sessuologa clinica. Mi sono laureata con lode presso L’Università Europea di Roma e sono iscritta all’Albo degli Psicologi delle Marche n. 04183.

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