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La dieta che stress!!

La dieta che stress

8 pensieri che non ci aiutano quando siamo “a dieta”

Sottoporsi ad un regime dietetico per perdere peso non è mai o quasi mai un’impresa semplice.

A volte ci si rivolge ad un nutrizionista, a volte si fa da soli, a volte si provano le diete più in voga del momento, altre ancora la dieta miracolosa sperimentata dall’amico o dall’amica …

Ogni persona, in base al sesso, alla propria costituzione fisica e di salute, all’età e al livello di attività svolto, dovrà seguire un piano nutrizionale adeguato, in grado di tenere conto di tutti i parametri e le variabili di cui sopra.

Ma ci sono atteggiamenti, attitudini, convinzioni, che si manifestano sotto forma di pensieri che nutriamo nei confronti dello stare a dieta che, in nessun caso, ci aiutano nel raggiungimento del nostro obiettivo di perdere peso o tornare in forma.. vediamoli insieme.

La dieta può essere fonte di stress

  1. “Sono a dieta”: già la parola “dieta” si associa, nel nostro immaginario collettivo, a frustrazione, rinuncia, sacrificio e quindi momentanea sofferenza. Proviamo a sostituirla con espressioni più flessibili come ad esempio: “sto provando un nuovo piano alimentare”o “sto cambiando alcune mie abitudini riguardo a come mangio”… con queste parole in testa cambierà anche il nostro atteggiamento che diverrà più flessibile e confortevole e non ci sentiremo in una condizione “particolare” e peggiore rispetto agli altri.
  2. “Prima  e dopo la dieta ”: immaginare e decidere che ci siano dei tempi distinti, netti, ci porta a pensare in maniera dicotomica, ossia in una modalità “tutto o niente” – “giusto o sbagliato”, che ci autorizza ad immaginare scenari in cui, una volta finita la dieta e raggiunti i nostri obiettivi, potremmo liberarci dalle attuali imposizioni restrittive. Questa rigidità non ci aiuta negli obiettivi a lungo termine creandoci più frustrazione mentre poniamo più attenzione all’introito calorico. Immaginiamo il nuovo regime alimentare come un percorso di crescita, per imparare nuovi aspetti sul cibo o modi migliori per alimentarci, che faremo nostri anche nel futuro.
  3. “Starò bene solo quando avrò raggiunto il peso che voglio”: e chi lo dice? chi ti assicura che una volta raggiunto il peso desiderato poi il tuo stato di benessere magicamente cambierà?. Prova invece a dirti “voglio stare bene adesso”, a prescindere da dove in questo momento si ferma l’ago della bilancia. In questo modo non vincoli il tuo benessere alla realizzazione di condizioni prossime, come potrebbe essere il dimagrimento  o il raggiungimento di qualsiasi altro obiettivo, ma inizi dal verso opposto, mettendo in atto quelle cose che potrebbero farti star bene già adesso, a prescindere dal peso, innescando così una spirale virtuosa.
  4. “Tanto sono sforzi inutili”: può capitare che si affaccino pensieri anche di questo tipo, pessimisti e rinunciatari, soprattutto in chi ha sperimentato già in passato altri tentativi non andati a buon fine. Evidentemente, se avverti che gli sforzi fatti e l’impegno non ti hanno portato ai risultati sperati, cerca di capire cosa non va e cosa hai sbagliato. Potrebbe essere stato un regime che sentivi troppo stretto o non era  il momento giusto … cerca di capire dove sbagli e ricorda che partire con un pensiero pessimistico non aumenta mai le probabilità di successo!
  5. “Comincio domani”: questo atteggiamento fa parte dei buoni  propositi che ci autorizzano a trasgredire oggi, senza pensarci più di tanto, per rimandare tutto ad un domani “perfetto” che il più delle volte slitta sempre al giorno dopo, al lunedì dopo, al mese dopo. Se la tua intenzione è quella di rivedere un po’ il tuo regime alimentare fallo subito, oggi stesso! Se invece in fondo in fondo non vuoi  e/o senti che non è il momento adatto ammettilo con te stesso … ma a quel punto mangiare ti darà meno soddisfazione perché non ci sarà qualcosa domani di cui dovrai privarti.
  6. “Non riesco a resistere, è più forte di me”: anche questo è un pensiero che non ci aiuta quando stiamo tentando di resistere alle tentazioni della buona cucina. Non c’è niente più forte di noi, e come tutti gli impulsi che possiamo sperimentare, se impariamo a cavalcarli come un’onda del mare quando facciamo surf, questi prima o poi passeranno. Se però decidiamo di cedere alla tentazione di uno sgarro non pianificato … facciamolo e non pensiamoci più, ricominciando poi il nostro piano alimentare. Rimuginarci sopra non farà altro che innescare dannosi sensi di colpa, che ci faranno sentire deboli o ci porteranno ad autoconsolarci con ulteriore cibo.
  7. “Mi faccio schifo così”: certo, può essere più difficile sentirsi in armonia con se stessi quando non ci percepiamo in forma. Ma le critiche, soprattutto quelle che rivolgiamo a noi stessi, spesso in automatico e sottoforma di autoaccuse, sono deleterie e negative perché innescano un atteggiamento rinunciatario, vittimistico e svalutante. Questi sono tutti elementi che non ci aiutano nello stimolarci a prendere maggiore cura di noi. Riconoscere questi pensieri, bloccando il monologo interiore sul nascere, sostituendolo con un atteggiamento più compassionevole nei nostri confronti è il primo passo da compiere. Proprio in questi casi è il momento di imparare a trattarsi meglio, anche con le parole che ci auto rivolgiamo.
  8. “Non ne posso più di pollo e insalata!!!” E chi lo dice che cambiare regime alimentare coincida solamente con l’assunzione di alimenti stereotipati e di scelta limitata? Ricordiamo sempre che non ci sono alimenti in sé intrinsecamente ingrassanti, e tutto sta nella quantità assunta e nell’introito calorico totale che assumiamo in rapporto al dispendio energetico. Anche il cambiamento, la novità, i colori e gli odori sono importanti quando consumiamo un pasto. Prova nuove ricette, sperimenta nuove abitudini, osa e non categorizzare gli alimenti in liste di cibi proibiti o concessi.  Questo stile di pensiero più flessibile ti aiuterà ad adottare delle scelte più elastiche e meno rigide, che ti aiuteranno a raggiungere in modo meno pesante i tuoi obiettivi nel tempo.

Ricapitolando …. abbiamo visto come sia fondamentale per il nostro benessere imparare ad ascoltare le parole che diciamo a noi stessi … piccoli cambiamenti nel modo in cui valutiamo anche il nostro “stare a dieta” e il sostituire alcuni pensieri con altri più funzionali, possono aumentare di molto le probabilità di successo la prossima volta … proviamo!

Per approfondire i disturbi della nutrizione e alimentazione puoi seguire questo link https://www.centroterapiacognitivak23.com/i-disturbi-della-nutrizione-e-dellalimentazione/ se invece ti interessa il tema dell’alimentazione incontrollata puoi leggere questo articolo https://www.centroterapiacognitivak23.com/beinge-eating-disorder/

Dott.ssa Elisa Petetta, psicologa clinica (O.P.M. n.2986) laureata cum laude all’Università di Bologna, specializzanda in psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale, laureata in Scienze della comunicazione cum laude presso l’ateneo di Macerata.

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